Torniamo con le gocce

Essere scrittore non vuol dire solo maneggiare le parole. Significa soprattutto stare attenti alla realtà circostante, alle persone, agli altri. Ho l’impressione che se c’è una disattenzione da parte tua è perché stai facendo troppe cose e hai troppi fronti aperti. Questo rende frettolosi, e nuoce alla scrittura. Una volta alla settimana chiuditi in camera tua, stacca il telefono e mettiti a fissare il muro per un pomeriggio. Senza fare nient’altro che fissare il muro. E’ un’ottima scuola di scrittura.

   (Antonio Tabucchi, nel ricordo dedicato alla sua morte sulla Domenica di Repubblica del 1/4/2012)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Sabato 23 dicembre 2012

E ce ne stiamo in piedi, noi tre, in questa fredda sala di pietra, e cantiamo… Ci stringiamo l’uno contro l’altro in questo pastiche di monasteri assemblati, questo acchiappa-tesori americano, intrappolati in un nodo nel tessuto del tempo, sfilacciato come un maglione ormai logoro, un ebreo e i suoi due figli marrone chiaro, che cantano Veni, veni, il canto del risveglio che l’Europa cantava tra sé prima di svegliarsi e prendere il controllo del mondo. Cantiamo piano ma tanto da farci sentire, anche mentre la gente filtra nella stanza attorno a noi. Sento la loro disapprovazione. Siamo troppo liberi, in questo museo per beneducati. Ma non mi interessa che cosa pensano, finché questo filo di musica continua a dipanarsi e noi tre continuiamo a svolgerlo e ad avvolgercelo intorno.

(Richard Powers, “Il tempo di una canzone”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Mercoledì 19 dicembre 2012

Questo ragazzo ha qualcosa fuori dal comune, senza dubbio. Per la sua intelligenza e la sua dedizione alla causa. Il suo cristianesimo è lo stesso tipo di quello dei cristiani che si facevano divorare dalle fiere nei circhi romani, piuttosto che rinnegare la propria fede. Ma, anche, del tipo di quello dei crociati che riconquistarono Gerusalemme uccidendo tutti gli empi ebrei e musulmani che incontravano, donne e bambini compresi. Lo stesso zelo ardente, la stessa glorificazione del sangue e della guerra. Le confesso, Roger, che questo tipo di persone, anche se sono loro che fanno la Storia, a me suscitano più paura che ammirazione.

(Mario Vargas Llosa, “Il sogno del celta”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Lunedì 17 dicembre 2012

Adesso stavo passando davanti alla vecchia fabbrica di Longbridge. O meglio, stavo passando davanti al buco vuoto nel paesaggio dove un tempo sorgeva la vecchia fabbrica di Longbridge… era evidente che stavamo sbagliando tutto, che demolire fabbriche per costruire negozi non si sarebbe più rivelata una grande idea, che non era sensato costruire un’intera società su fondamenta fatte d’aria.

(Jonathan Coe, “I terribili segreti di Maxwell Sim”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Sabato 15 dicembre 2012

Era così pauroso” dichiara suo padre “che non osava uscire di sera”. Cosa è successo in questi ultimi tre mesi perché questo timido, tranquillo e pauroso ragazzino si trasformasse in un assassino assetato di sangue?…

… “Il ragazzo è chiuso e scontroso”: è tutto ciò che si è potuto trovare come spiegazione del delitto. Ma ovviamente prima di quel giorno nessuno si era mai preoccupato di mettere sotto accusa il suo carattere. I suoi genitori non l’hanno mai conosciuto sotto questo aspetto, e neanche il maestro che l’ha avuto in classe per sei anni.

(André Gide, “Il caso Redureau”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Giovedì 13 dicembre 2012

Una domanda oggi usuale nei colloqui d’assunzione recita: “Quali crede che siano le sue debolezze?”. Evidentemente in questo modo s’intende appurare l’autostima del candidato. Saggio è colui che risponde affermando di essere a volte troppo “impaziente”. Ciò suggerisce ambizione e agilità mentale, ma al tempo stesso dimostra che il candidato è consapevole di come uno sviluppo eccessivo di tale qualità sia dannoso.

   (Adam Soboczynski, “L’arte di non dire la verità”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza