La Goccia: stupidi rancori

21 maggio 2018

Lui e Francie non avevano mai litigato da quando si conoscevano, non si erano mai detti una frase poco gentile, la loro devozione reciproca era stata costante e irriducibile, era l’unica amicizia profonda che avesse stretto con un parente di quel ramo della famiglia, il clan infranto dei folli, distruttivi Ferguson, fra tutti i cugini, fratelli, sorelle, zie e zii, solo lui e Francie erano riusciti a evitare quegli stupidi rancori, e soffriva al pensiero che ora lei potesse dargli addosso.

(Paul Auster, “ 4 3 2 1 ”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Due saggi su razzismo e fascismo

19 maggio 2018

L’Italia fascista varò le leggi razziali nel 1938. In quell’anno fu sancita la discriminazione razziale e la codificazione del razzismo mussoliniano, un processo che
fu soprattutto veicolato attraverso le riviste e gli intellettuali del regime. Meno dal Partito Nazionale Fascista, a giudizio dell’autore del primo saggio di cui parliamo
oggi.

Flavio Costantino, storico classe 1976, ha pubblicato per l’editore Solfanelli un saggio fatto soprattutto di documenti: dal famoso “Manifesto della razza” a quello degli
scienziati razzisti, dal famoso discorso di Benito Mussolini a Trieste del settembre 1938 ai diari degli esponenti del regime fino alle leggi razziali. Ovviamente ai testi sono
affiancate le date (una utile cronologia dagli anni 20 agli anni 40 aiuta a capire meglio). Il testo, uscito nel 2017, consente di capire meglio la storia di oggi: sapere come si arrivò alle leggi razziali, quale fu il clima di quegli anni e come le tesi su demografia e razza furono accolte con un certo entusiasmo soprattutto dai giovani intellettuali, per esempio quelli inquadrati nella GUF, la Gioventù universitaria fascista.

Per approfondire meglio questo argomento, per capire come nelle fila della Gioventù fascista non ci furono solo alcuni intellettuali poi diventati simboli dell’antifascismo ma anche molti giovani smaniosi di difendere le tesi peggiori del fascismo, un altro volume è utile: “Lo spirito gregario”, scritto da Simone Duranti nel 2008, al tempo assegnista di ricerca alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha indagato il ruolo svolto dai GUF negli anni trenta a supporto della politica di ricerca del consenso del regime e dell’imperialismo fascista. Propaganda, lotta alla democrazia, campagna antiborghese e antisemita, concetti come il “volontarismo goliardico”. Questi giovani intellettuali con solerzia e aggressività difesero e alimentarono le politiche del regime con autentico “spirito gregario”.

Flavio Costantino, Razzismo e fascismo, Solfanelli, 2017

Simone Duranti, Lo spirito gregario, Donzelli, 2008

Gaetano Vannuzzi

Tremiti, tra spiagge e pini

17 maggio 2018

20 chilometri di costa, non di più: sono le isole Tremiti, arcipelago a poche decine di miglia dal promontorio del Gargano formato da cinque isole più grandi, molto diverse per morfologia e caratteristiche. La più grande si chiama San Domino ed è ricoperta da pini di Aleppo e lecci, bellissima dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Poi c’è San Nicola, che è piena di testimonianze storiche: torri, fortificazioni imponenti, muraglie, chiese e chiostri di una fortezza-abbazia, Santa Maria a Mare, che ricopre un rilevante interesse storico e artistico. Capraia non ha alberi ed è terra di gabbiani, soprattutto. Cretaccio è poco più di uno scoglio, un tempo base di un ponte che collegava le due isole più grandi. Infine Pianosa, che è riserva integrale del parco marino delle Tremiti.

San Domino è lunga meno di 3 chilometri e larga meno di 2, si gira a piedi. Le automobili infatti non sono ammesse nell’arcipelago, a parte proprio San Domino, che è l’isola più grande. L’auto insomma non serve. San Domino è anche l’isola più mondana, con discoteche e anche turismo di giornata. Si arriva infatti alle Tremiti con circa 1 ora di nave da Termoli (ma si parte anche dal Gargano) e molti turisti vanno lì a passare la giornata di mare. E tuttavia gli abituali visitatori assicurano che anche in agosto si può godere di mare e solitudine nelle molte calette sulla costa: la foresta digrada verso il mare e, a volte con qualche accortezza (meglio non portare i bambini) si trovano spiagge immacolate e mare caraibico o, più spesso, insenature di scogli e roccia.

Inoltre esistono anche dei servizi di acqua taxi, che consentono con 5 o 10 euro di raggiungere le baie meno raggiungibili, via mare. San Domino è collegata via mare (meno di 500 metri, 5 euro con il taxi boat) con San Nicola. L’unica spiaggia vera e propria è quella chiamata Marinella, raggiungibile a piedi e piuttosto affollata in alta stagione.
I prezzi alle Tremiti non sono proprio alla portata di tutti. I viaggiatori abituali consigliano di cercare di dormire in campeggio o – per soggiorni lunghi – affittare un appartamento. Anche dei prezzi dei generi alimentari non possiamo dire che siano economici.

Informazioni sono disponibili su questo sito.

Miranda Guterres

L’Iran al tempo di Trump

16 maggio 2018

Luciana Borsatti è stata corrispondente da Teheran per molti anni. Prima era stata al Cairo. Certamente conosce l’Iran e dunque, per farsi una idea, può essere utile
comprare il suo “L’Iran al tempo di Trump”, edito da Castelvecchi. Il libro prende spunto dalla decisione dell’Amministrazione Usa di rinnegare l’accordo sul nucleare
iraniano che – dopo gli accordi firmati da Europa e Usa, con Obama, nel 2015 – sembrava un tema destinato a scomparire tra le emergenze planetarie. E’ possibile che
l’accordo diventi carta straccia riportando indietro la lancetta della storia. Cosa ne penseranno gli iraniani?

Di questo soprattutto ci parla il libro della Borsatti. Parla di un Paese giovane, frustrato, straordinariamente aperto al mondo, come sanno i turisti che lo hanno visitato, e avvolto in una contraddizione fortissima, una democrazia islamica, con un fortissimo potere clericale che pervade la società e i problemi di una società moderna, con grandi città congestionate dal traffico e inquinatissime, università animatissime, donne istruite ma anche costrette a pratiche da società medievale, a partire dal sempiterno velo da indossare.

Nel libro le voci degli iraniani, di molti e diversi cittadini di quel Paese. Essi raccontano il loro Paese e aiutano lo straniero a capire meglio.

Luciana Borsatti, L’Iran al tempo di Trump, Castelvecchi

Sebastiano Pozzi

Visitare la Macedonia, che non si chiama così

15 maggio 2018

La Macedonia è una parte della ex Repubblica Federale di Yugoslavia e non si chiama Macedonia. Il suo nome è infatti FYROM, acronimo in lingua inglese per dire “ex repubblica di Macedonia della federazione Jugoslava”. Si tratta di una parte di territorio ricco di diversità etnica e paesaggistica che confina con la Grecia e con la regione greca che ha lo stesso nome. Le autorità greche infatti, come racconta il travel blogger Fabio Nodari, sono i più decisi avversari di quel nome, che considerano abusivo. Dunque, se dalla Macedonia entrate in Grecia, vi spiegheranno che loro non riconoscono un Paese chiamato Macedonia. Per questo si chiama FYROM.

La capitale della Macedonia è Skopjie.

I prezzi sono davvero competitivi se confrontati con altre regioni vicine: con meno di 70 euro si dorme in doppia in alberghi a 4 stelle nella località turistica più esclusiva del Paese, il lago Ohrid, che la Macedonia condivide con l’Albania. E parliamo di alberghi come il Sileksis, che si trova direttamente sulla spiaggia e che offre anche piscina, stanze nuovissime, wifi gratis, sauna e stanza fitness.
Per arrivare in Macedonia si deve volare sulla capitale, Skopjie, che dall’Italia è raggiunta dalla compagnia aerea low cost ungherese Wizz Air. Con meno di 150 euro andata e ritorno potete arrivarci, se prenotate con anticipo.

Skopjie è una tipica città balcanica, una città moderna con millenni di storia, oltre un milione di abitanti e un antico mercato che è il più antico di tutti i Balcani.

Da vedere anche la fortezza Kale, risalente al sesto secolo dopo Cristo e ricostruita, a seguito di un terremoto, nel 1100. Da vedere anche il luogo natale di Madre Teresa, che nacque proprio a Skopjie.

Tutte le informazioni sul sito dell’ente del turismo macedone, dove è anche possibile prenotare gli alberghi.

Miranda Guterres

La Goccia: principe asiatico

14 maggio 2018

Lo credevo un principe asiatico, anche se adesso non so più perché avessi avuto questa impressione. Forse la lettura di tutti quei romanzi. Ne avevo tanti, e li leggevo tutti. Non avevo altro da fare.

Lo guardai e mi venne voglia di andar via, di andar via con lui. Volevo avvicinarmi e dirgli: “Per favore, altezza, posso venire nel suo paese, perché voglio fuggire da questa vita, perché non ho niente nella mia vita e non posso sopportarlo. Vado a messa con una cameriera che mi porta i guanti e il libro delle preghiere, o vado a trovare i parenti, e per il resto aspetto, aspetto, aspetto. Non ho niente da fare e ho vent’anni”.

(Han Suyin, “L’albero ferito”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Libri ovunque ad Atene

Atene, città del libro Unesco

Dal 23 aprile scorso sono iniziate le celebrazioni nella capitale mondiale Unesco del Libro. Sapete di che città stiamo parlando? Atene. Per un intero anno, a partire dallo scorso 23 aprile, la città offrerà a cittadini e visitatori decine e decine di appuntamenti dedicati al libro e all’arte, alla cultura, al pensiero. Gli eventi saranno all’incirca 250 e il motto dell’anno nella capitale greca è “libri ovunque”. Per capirci toccheranno la penisola greca scrittori come Ian McEwan, George Saunders, Claudio Magris or John Conolly. Ci saranno scrittori greci e scrittori israeliani, scrittori canadesi e brasiliani. Si celebrano anche le piccole librerie indipendenti, cui è stato dedicato un giorno, il 28 aprile. Non è facilissimo trovare il programma. Il sito dell’evento è questo  mentre per chi legge il greco, questa è la pagina Facebook

 

Nuova veste per Viaggi e Libri

11 maggio 2018

Cari lettori

da oggi Viaggi e Libri vi apparirà con una nuova veste. I contenuti sono gli stessi di sempre, cambia solo l’aspetto complessivo del sito, che sarà fatto da oggi usando wordpress e non più joomla. Se avete suggerimenti, idee, consigli, critiche o apprezzamenti non dovete far altro che scriverci. Intanto, buon proseguimento