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Sulle tracce dei dinosauri

20 settembre 2018

C’è una piccolissima regione della Spagna che si chiama La Rioja.Si trova nel nord del Paese, tra Burgos e Pamplona, ed è ricchissima di bellezze naturalistiche, archeologiche, paesaggistiche. Borghi medievali, riserve naturali, ovviamente chiese. Il centro più importante è Logroño.

A qualche decina di chilometri di distanza ci sono due monasteri – Suso e Yuso – che sono dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco e famosi perché proprio qui furono scritti i primi testi in lingua spagnola. Se preferite le bellezze naturali, c’è una riserva, quella della Sierra di Cebollera, a soli 50 chilometri da Logroño.

Se avete bambini, è interessante e divertente seguire la rete di itinerari alla ricerca dei dinosauri. Si tratta di gigantesche impronte fossilizzate che testimoniano la presenza di questi dinosauri. Nella regione c’è anche un vero parco giurassico con 40 siti dedicati ai dinosauri. Si trova a Enciso, a 72 chilometri da Logroño.

Info

https://lariojaturismo.com/

Miranda Guterres

La vecchiaia non faccia paura

19 settembre 2018

Enzo Bianchi è un uomo di fede, fondatore della comunità di Bose, una delle realtà più importanti della religiosità, aperta davvero a tutte le fedi e a tutte le persone. Bianchi è anche un uomo di pensiero, che continua a scrivere libri ed a riflettere sul mondo.

L’ultima sua fatica, pubblicata dal Mulino, si chiama La vita e i giorni ed è un saggio “sulla vecchiaia”, come dice il sottotitolo. Bianchi parte dal ruolo degli anziani nella società di oggi e dalla tendenza sempre più forte – con l’aumentare dell’età media – di tenere i bambini lontani dai vecchi, specie quando non sono più autosufficienti.

Della “rimozione dei vecchi e della loro condizione dal tessuto quotidiano” si occupa Bianchi. Lo fa non scrivendo parole semplici ma citando testi importanti, a partire dalla Bibbia. Allo stesso tempo però Bianchi offre il suo sguardo sul tema, prima il suo sguardo di ragazzo e poi il suo sguardo di oggi, da settantacinquenne. Non mancano poeti come Whitman o classici come Seneca.

Come ha scritto Massimo Recalcati, recensendo il libro, la riflessione di Bose è originale perché va oltre il classico del cristianesimo: la vecchiaia è una bella età perché ci conduce oltre, all’altra vita. No: si tratta di continuare, in vecchiaia, ad accogliere la vita ed a viverla.

La vita e i giorni, Enzo Bianchi, Il Mulino

Gaetano Vannuzzi

Torino spiritualità

17 settembre 2018

“Preferisco di no”: la frase è nota ed è lo slogan della manifestazione “Torino Spiritualità” di quest’anno. Protagonisti molti tra coloro che potrebbero pronunciarlo. Uno per esempio è convinto che “il dolore di un altro essere umano non sia diverso dal proprio”. Si tratta di Gino Strada, medico chirurgo da venticinque anni in prima linea con Emergency, che inaugurerà la manifestazione con una lezione con questo titolo: “Verso una nuova resistenza, mercoledì 26 settembre, ore 21 al Teatro Carignano a Torino.

Nel corso della manifestazione lo scrittore Marco Belpoliti incontrerà altre figure del “preferisco di no”: la poetessa e attrice del Teatro della Valdoca Mariangela Gualtieri, venerdì settembre 28 ore 21 al Circolo dei lettori; lo scrittore scampato allo sterminio nazista Aldo Zargani, sabato 29 settembre ore 18.30 al Circolo dei lettori; e infine il fondatore dei CCCP e poi dei CSI Giovanni Lindo Ferretti, domenica 30 ore 18.30 al Teatro Gobetti.

Un altro incontro speciale è quello chiamato “Radici: il pentagramma della maturità, sabato 29 ore 17 sempre al Teatro Carignano: con Francesco Guccini si analizzeranno i protagonisti delle sue canzoni, spesso ammaccati ma mai allineati, capaci di dire di no all’omologazione.

Un incontro altrettanto spirituale è quello con Ibrahim Alsabagh, parroco di Aleppo, che insieme al giornalista Matteo Spicuglia racconta la quotidianità della città siriana in guerra, condividendo un’esperienza di vita fatta di piccole azioni di resistenza, con le letture di Antonella Delli Gatti. Appuntamento sabato alle 21.
Il programma completo

Miranda Guterres

Festival della letteratura di viaggio

13 settembre

Undicesima edizione del Festival della letteratura di viaggio, nato nel 2008 a Roma. Il festival si propone di raccontare il mondo attraverso la letteratura, il cinema, la fotografia, la musica, il fumetto, il giornalismo. Il Festival vero e proprio si tiene dal 20 al 30 settembre mentre in questi giorni è in corso il pre-festival.

Per esempio ogni sera fino al 19 si proietta un film-documentario in una serie chiamata “SPAZIO IMMAGINI”. I documentari sono di produzione National Geographic o indipendente.

Tra gli altri il 15 settembre si proietta “National Geographic, Messico selvaggio”, mentre il 17 un documentari sull’Australia, il 18 sulla Patagonia fino al 19 settembre, quando il viaggio arriva alla periferia di Roma e di Milano: “Roma-Milano: Torre Angela: spazi in dialogo tra ieri e domani, Sacro GRA e Magnifiche sorti”. Con Pierluigi Magistri, Giulio Latini, Nicolò Bassetti, Marco Maggioli.

Alle 18 del 20 settembre, il festival propone una passeggiata “Nella comunità musulmana di Centocelle”, un quartiere romano, “tra radicamento e nuove necessità”. Un percorso guidato da Flavia Cristaldi, geografa, e Silvia Omenetto, geografa e storica delle religioni.

Promosso dalla Società geografica italiana, si svolge in collaborazione con istituzioni, territori, editori, organizzazioni, associazioni e aziende,


Tutte le attività sono 
gratuite aperte al pubblico, fino ad esaurimento posti.

Società Geografica Italiana Onlus – Telefono +39.06.7008279

Sito Web www.festivaletteraturadiviaggio.it – Mail festival@societageografica.it

FaceBook festivaldellaletteraturadiviaggio / Twitter @lettviaggio / Instagram festivalletteraturadiviaggio

Gaetano Vannuzzi

Uno scrittore svedese senza occhi azzurri

11 settembre 2018

Qualche anno fa sulla pagina delle opinioni del New York Times arrivò un intervento di Jonas Hassen Khemiri. Si tratta di uno scrittore svedese che – per usare le sue stesse parole – non ha l’aspetto dello stereotipo svedese di una volta, occhi azzurri e capelli biondi. E’ piuttosto arabo, infatti, avendo un papà tunisino. Khemiri finiva sulle pagine dell’autorevole quotidiano americano perché qualche tempo prima avevo scritto una lettera al governo del suo Paese che aveva promosso un programma di “profilazione” della popolazione su metropolitana e mezzi pubblici sulla base dei caratteri etnici. Quelli che non rispondevano allo stereotipo dello svedese venivano fermati dalla polizia, per dirla in breve, e lo scrittore raccontava la sua esperienza di bambino ed adolescente “non svedese”, benché purissimo svedese.

Khemiri ha scritto 4 romanzi ed è uno degli scrittori svedesi più noti e più tradotti nel mondo. La casa editrice Iperborea ha tradotto lo scorso anno il romanzo “Tutto quello che non ricordo”. E’ un romanzo su un ragazzo morto – non si sa se per incidente o per omicidio – e sulle voci che si sovrappongono per cercare di ricostruire la sua vita e le cause della sua morte. Parla molto della Svezia di oggi, di una terra che – anche per lo scrittore Khemiri – era una specie di Utopia e oggi è confusa e spaurita.

Jonas Hassen Khemiri, Tutto quello che non ricordo, Iperborea, 2017

Valeria Palumbo

La Goccia: perquisizione efficace

10 settembre 2018

Per effettuare una perquisizione davvero efficace, che verifichi davvero cosa c’èe cosa non c’è in un luogo dato, ci vuole molto più tempo di quello che di solito poliziotti, carabinieri, finanzieri possono dedicare. A volte, nelle perquisizioni come nella vita, passi davanti a qualcosa di decisivo e non te ne accorgi.

(Gianrico Carofiglio, “La regola dell’equilibrio”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Scheletri per principesse

E’ estone, nata a Tallin, ha 47 anni ed è una delle più talentuose scrittrici di libri per bambini. Oggi è protagonista al Festival della letteratura di Mantova, che si chiude domani. C’è già stata qualche giorno fa ed è stata intervistata dai giovani lettori. Si chiama Piret Raud

I suoi libri infatti sono per bambini con meno di 10 anni. In particolare quello di cui si parla è “La principessa e lo scheletro“. Dove si parla appunto di uno “scheletro vivo e vegeto intento a strofinarsi tutte le ossa con uno spazzolino da denti e con il vostro dentifricio”, e del terribile segreto che questo scheletro nell’armadio custodisce.

A trovarlo è una piccola principessa di nome Lulù che decide di portare il suo nuovo amico ossuto a vivere a corte. L’autrice si considera – come forse deve essere una autrice per bambini – innanzitutto una illustratrice, e dunque pensa a come sarebbe disegnato, a come sarebbero i personaggi, a come sarebbero gli ambienti. Le illustrazioni infatti sono sue.

La principessa e lo scheletro, Sinnos, 11 euro.

Gaetano Vannuzzi