Il mostro della memoria

29 gennaio 2019

Qual è la percezione della Shoah in Israele? Nei giorni in cui si commemora l’Olocausto in pochi si chiedono che significato abbia quell’evento nel Paese degli ebrei, la terra per molto tempo sognata e nata infine anche perché c’era stato lo sterminio. Vale la pena, allora, di leggere un romanzo di uno scrittore israeliano.

Un uomo scrive una lettera al direttore dello Yad Vashem, l’Ente con sede a Gerusalemme che custodisce la memoria della Shoah. Si capirà nel corso del romanzo di chi si tratta e perché decide di scrivere la sua lunga lettera. E’ anche nel suo ruolo e nella sua esperienza il senso di “Il mostro della memoria”.

Perché il narratore-scrittore a un certo punto della sua vita comincia ad accompagnare comitive di ogni tempo nei campi di sterminio, in quelle visite che dovrebbero mantenere viva la memoria. E che rischiano di non farlo. A meno che al narratore non accada di non reggere progressivamente più quel ruolo, di brillante oratore. Di non reggere più le cifre aride, le esposizioni tecniche. Perché le persone sotto quei numeri urlano sempre di più.

Il libro è scritto da Yishai Sarid, che vive e lavora a Tel Aviv. Si chiama Il mostro della memoria ed è pubblicato in Italia da E/O, che ha pubblicato anche il suo primo romanzo, Il poeta di Gaza.

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