De Andrè e Volontè, due libri

22 novembre 

Una biografia da leggere è certamente “Gian Maria Volontè”, una biografia di uno degli attori più complessi del cinema italiano, attore di cinema e teatro, carattere difficile, militante di sinistra con un padre e un fratello dalla parte opposta della barricata, il grande successo con i film di Leone e quello dei film politici. Capozzoli conosce a fondo il suo soggetto, è stata la sua tesi di laurea e per questo il libro è dettagliato, preciso, accurato. Nella quarta di copertina si legge una frase di Volontè: “A trenta anni ero una cosa, a cinquanta sono un’altra. Oggi non so dare una definizione del mio essere attore se non questa: lo sono di volta in volta in maniera diversa, in relazione alle circostanze”. Nel volume ci sono molti documenti privati, delle donne della sua vita soprattutto. E’ pubblicato da Add Editore.

Mirko Capozzoli, Gian Maria Volontè, Add Editore. 

Per gli appassionati di Fabrizio de Andrè la Fondazione che porta il nome del cantautore ha pubblicato un volume – Anche le parole sono nomadi – in cui si rileggono i testi, scritti da Fabrizio De André o insieme ai suoi preziosi collaboratori, per riflettere sui contenuti che ha posto alla sua e nostra attenzione: gli ultimi, gli emarginati, il potere, la libertà, l’anarchia, la guerra, solo per citarne alcuni. 40 brani in cui le storie degli ultimi emergono con prepotenza. E non si sono solo i testi ma anche le cose che l’autore diceva magari presentando i brani durante i concerti. Per i tanti giovani che oggi lo riscoprono.

Anche le parole sono nomadi, Fondazione Fabrizio de Andrè Onlus, Chiarelettere

Gaetano Vannuzzi

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