La fine del mondo? Non arrivata

17 ottobre 2018

Non è l’intelligenza a far progredire le nazioni. Con questa lapidaria frase la quarta di copertina presenta “La fine del mondo sembra non sia arrivata”, edito dalla piccola casa editrice Quodlibet e scritto da Patrik Ourednik. L’autore è nato a Praga ma vive a Parigi ed è un autore noto soprattutto per Europeana, uscito lo scorso anno. Il protagonista del libro si chiama Gaspar Boisvert e di mestiere fa il consigliere del “più stupido dei presidenti americani”. Il libro – come nello stille dell’autore – è un miscuglio di temi, di brevi aneddoti, di suggerimenti. In una pagina del libro si capisce che il miscuglio dei temi è garantito. Eccola

Il mio editore, dal canto suo, aveva sogghignato. La fine del mondo? Il tono della voce era complementare al suo pensiero: argomento trito e ritrito. Dall’ultima fine del mondo, non ci crede più nessuno.
– Sì, ma questa è la volta buona.
– Ah sì? Ha avuto una soffiata?
Sempre più ironico.
– In un certo senso. Ho letto dei rapporti sulla questione. Roba seria.
– Non vende più. Bisognerà integrare con qualcosa di meno banale.
– Una fine del mondo non è mai banale.
– Diciamo più allettante. Che so… un segreto di famiglia, per esempio.
– Già previsto.
– Qualcosa sulle religioni.
– Già previsto anche questo.
– Con una o due guerre sullo sfondo.
– Ce n’è a bizzeffe.
– Un dittatore. Alla gente piace.
– È umano.
– Più è sanguinario, più piace.
– Anche questo è umano.
– Prenda Hitler, per esempio. Vecchio argomento, ma vende sempre.
– Me ne rendo conto.
– Senza trascurare l’attualità, ovviamente.
– Ovviamente.
– Tipo, il passato che riemerge sotto i tristi auspici del presente.

– Non male come frase.
– Non troppo sesso. Rallenta la lettura.
– Non troppo.
– Qualche citazione biblica.
– Questo va da sé.
Il mio editore sarebbe stato un pessimo scrittore.
Tanto quanto gli altri.

La fine del mondo sembra non sia ancora arrivata, di Patrick Ourednik Quodlibet. 2018

Miranda Guterres

 

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