La vecchiaia non faccia paura

19 settembre 2018

Enzo Bianchi è un uomo di fede, fondatore della comunità di Bose, una delle realtà più importanti della religiosità, aperta davvero a tutte le fedi e a tutte le persone. Bianchi è anche un uomo di pensiero, che continua a scrivere libri ed a riflettere sul mondo.

L’ultima sua fatica, pubblicata dal Mulino, si chiama La vita e i giorni ed è un saggio “sulla vecchiaia”, come dice il sottotitolo. Bianchi parte dal ruolo degli anziani nella società di oggi e dalla tendenza sempre più forte – con l’aumentare dell’età media – di tenere i bambini lontani dai vecchi, specie quando non sono più autosufficienti.

Della “rimozione dei vecchi e della loro condizione dal tessuto quotidiano” si occupa Bianchi. Lo fa non scrivendo parole semplici ma citando testi importanti, a partire dalla Bibbia. Allo stesso tempo però Bianchi offre il suo sguardo sul tema, prima il suo sguardo di ragazzo e poi il suo sguardo di oggi, da settantacinquenne. Non mancano poeti come Whitman o classici come Seneca.

Come ha scritto Massimo Recalcati, recensendo il libro, la riflessione di Bose è originale perché va oltre il classico del cristianesimo: la vecchiaia è una bella età perché ci conduce oltre, all’altra vita. No: si tratta di continuare, in vecchiaia, ad accogliere la vita ed a viverla.

La vita e i giorni, Enzo Bianchi, Il Mulino

Gaetano Vannuzzi

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