Nel villaggio di Tataouine

27 febbraio 2018

 

Tataouine è una delle città del sud tunisino che dà anche nome alla regione circostante. Nota per la sua architettura berbera, anche il suo nome è berbero e significa “le fonti”. La regione di Tataouine con la sua natura arida e inospitale, è testimone di sistemi di coltivazione agricola ancestrale come i jessour, piccole dighe costruite per arginare la terra e la rara acqua piovana. Sperduti chissà dove tra campi coltivati, oasi e colline rocciose, simili a grandi alveari del colore della roccia spuntano all’improvviso gli ksour. Gli Ksour, il cui singolare è Ksar, sono i “castelli del deserto”, antichi villaggi fortificati che caratterizzano la zona del Maghreb, un tempo punto di ritrovo per i seminomadi della regione.
Il festival degli Ksour Sahariani si terrà dal 21 al 24 marzo 2018 ed è un momento durante il quale vengono organizzate ricostruzioni di vita beduina e berbera nel centro storico di Tataouine. Durante le quattro giornate di festival si ha la possibilità di assistere a sfilate tradizionali, corse di cammelli, arte e mostre di artigianato berbero, visite guidate ed escursioni ai villaggi e infine le popolari serate gastronomiche. Oggi è anche possibile soggiornare in qualche Ksour, ad esempio nei villaggi trogloditi di Chenini e Douriet arroccati sulla montagna, dove si può sperimentare la durezza dei modi di vivere di queste regioni aride ma al contempo provare un meraviglioso sentimento di libertà e di ricongiungimento con la natura.
La singolarità di questo luogo che ha saputo resistere alla modernizzazione ha notevolmente ispirato Georges Lucas, regista di Star Wars.

Salvatore Tranchino

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