Gerusalemme

7 dicembre 2017

Gerusalemme è la capitale di Israele da quando Israele esiste, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Non a caso è a Gerusalemme che si trovano le istituzioni del Paese, a partire dalla Knesset. E allora perché tutte queste polemiche? 

Il problema è che nessuno Stato al mondo – a parte Costarica ed El Salvador – hanno mai riconosciuto Gerusalemme come capitale. Non a caso le ambasciate si trovano tutte a Tel Aviv, che poi è un po’ come Milano in Italia: la città degli affari e della vita tanto quanto Gerusalemme è un simbolo. Anche l’ambasciata Usa rimarrà a lungo a Tel Aviv ed è probabile che alla scadenza del mandato di Trump sarà ancora a Tel Aviv perché gli Stati Uniti dovranno fare una serie di passi per trasferire davvero l’ambasciata a Gerusalemme. 

In ogni caso la scelta del presidente americano ha sicuramente riacceso le tensioni perché in medio oriente i simboli sono tutto e Gerusalemme è mille simboli tutti insieme. Una città sicuramente da visitare. E sicuramente da visitare sono altri luoghi del Medio Oriente, compresi i territori palestinesi occupati da Israele. Forse questo non è il momento migliore per andare ma vogliamo comunque darvi qualche indicazione nel caso vogliate passare il Natale da quelle parti, momento molto suggestivo vista l’importanza che le religioni del Libro ha da quelle parti. In ogni caso sappiate che la Farnesina si limita ad avvertire i turisti ad evitare “assembramenti”, avvertimento che probabilmente vale in ogni grande città del mondo. 

Se volete un viaggio organizzato che vi porterà a Gerusalemme ma anche a Gerico, a Nazareth, a Betlemme – tutte città in zona palestinese – potete partecipare al viaggio organizzato dalla Viaggeria Francescana: meno di 1500 euro per sette giorni, Natale in Terrasanta. 

Se preferite andare da soli, potete volare fino a Tel Aviv. Tel Aviv non è contemplata dai francescani ma è di gran lunga la città più vivace del medio oriente, bella e da vivere almeno un paio di giorni. Poi potrete spostarvi a Gerusalemme. Oppure potete arrivare direttamente a Gerusalemme con un viaggio organizzato come quelli di Boscolo e poi prolungare il soggiorno verso i territori palestinesi. 

Innanzittutto sappiate che non è affatto difficile recarsi anche nei territori palestinesi. Se arrivate in Israele, cosa più comoda, sappiate che non serve un visto se rimanete per meno di 90 giorni, cioè se siete dei turisti. Quando entrerete in Israele le autorità non vi metteranno un timbro sul passaporto ma vi daranno un cartoncino che dovrete restituire quando uscite. Quindi, conservatelo con cura, perché se lo perdete gli israeliani non sapranno quando siete entrati e potrebbero prenderla male.

Questo stesso cartoncino vi servirà per entrare nei territori palestinesi. I viaggiatori che vanno in Israele sanno che se sul passaporto ci sono visti di alcuni Paesi di religione islamica possono avere problemi. E’ vero solo in parte: in realtà questo non è motivo in sé di respingimento. E’ vero però che il visto di un Paese ostile ad Israele, per esempio l’Iran, può costituire un pregiudizio sfavorevole nei confronti del turista, che sarà sottoposto a controlli e interrogatori molto snervanti o invasivi e persino ad un fermo amministrativo e all’espulsione.

Poi, per entrare nei territori palestinesi, ci sono i valichi controllati da militari israeliani. Per entrare ci sono i service taxi – i locali li chiamano Servis – ovvero dei minibus che funzionano come dei taxi collettivi e si prendono a Gerusalemme est, ovvero alla Porta di Damasco, luogo molto noto di Gerusalemme.

Oppure ci sono alcune linee di bus che da Gerusalemme est – sempre nei pressi della Porta di Damasco –  vanno nei territori palestinesi – uno di questi è il bus numero 21.

O ancora ci sono i taxi veri e propri, di colore giallo, che possono entrare nei territori. I taxi palestinesi invece, di colore blu o verde. li trovate nei territori palestinesi e solitamente non hanno il permesso di portarvi in Israele. Possono scarrozzarvi solo tra città della Cisgiordania o West Bank, come la chiamano gli israeliani.

Ecco il sito dell’ufficio turistico palestinese, con qualche altra informazione. 

Un viaggiatore neozelandese ha raccontato anche per immagini sul suo blog qualche settimana fa il suo viaggio tra Israele e territori palestinesi. Non ha avuto particolari problemi, mostra come si vive e come sono fatte le città palestinesi e cosa c’è di interessante da vedere. Leggete il suo racconto, è interessante. Vedrete cittadine palestinesi non particolarmente belle – anzi, spesso solo trafficate e piene di palazzoni di cemento. Ma non sono bellezze naturali quelle che lasciano il segno visitando quei posti. 

Azzurra Mongini

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