Odiare

13 dicembre 2016

Allora mamma, portandomi con sé, aveva attraversato l’Europa ancora sconvolta dalla prima guerra mondiale ed era riuscita ad arrivare fino a Kiev, dove aveva saputo della morte di papà. Adesso tornavamo in Italia… Tutti i negozi erano chiusi, le strade completamente deserte, ogni tanto si sentiva sparare, ogni tanto passavano colonne interminabili di soldati. E c’era la fame…

Casa” era una specie di casermone in cui erano alloggiati profughi di tutte le nazionalità, provenienti da tutte le parti della Russia e, come sempre, in quella miseria e dolore e paura, ci odiavamo gli uni con gli altri. Io ero troppo bambino, ma m’insegnarono subito a odiare.

(Giorgio Scerbanenco, “Venere privata”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

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