Droga

25 luglio 2016

Ti ricordi quando a Sabaudia ci raggiunse mia madre? Lei, una signora ormai anziana – aveva 83 anni -, abituata a una vita piuttosto solitaria e ritirata, si era trovata a suo agio in quella allegra comunità di buontemponi. Si era immediatamente inserita nel gruppo conquistando i nostri amici a uno a uno. Sebbene sapessi quanto fosse aperta e tollerante, cercavo di evitarle situazioni che potessero metterla in imbarazzo. Ma ci voleva ben altro che qualche innocua trasgressione per scandalizzarla. Una sera, per esempio, terminata la cena, un’amica aveva acceso uno spinello. La cosa non le era sfuggita: iniziò a insistere nel voler provare anche lei. Tentai di dissuaderla, spiegandole che non era una sigaretta, ma mia madre lo sapeva benissimo. Fece un paio di tiri e poi prese a ridere che più niente la fermava…

Stanotte ho dormito benissimo: adesso ho capito perché la gente si droga!” mi annunciò il mattino dopo, a colazione, tutta raggiante.

(Ferzan Ozpetek, “Sei la mia vita”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

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