Giovedì 19 dicembre 2013

Quando tornò a casa, era già buio. Cenarono loro due da soli. Quint, distratto e immusonito, si accanì su ogni boccone e, alla fine, si mise ad agitare il calice mezzo pieno di vino e macchiato di impronte, tracciando piccoli cerchi. Carrie per un attimo ebbe una folgorazione e vide la sua vita, come se la guardasse attraverso le grandi finestre dei quadri immobili e inquietanti di Hopper. Era una scena agghiacciante. Una cucina tutta linda, senza un rumore, la domenica sera tardi, dove una persona strappava la carne da una carcassa di pollo e un’altra la guardava, con il mento tra le mani, entrambi a meditare tristemente su quello che avevano perduto.

(Stephen Amidon, “Il capitale umano”) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Se vuoi, condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *