Sabato 23 dicembre 2012

E ce ne stiamo in piedi, noi tre, in questa fredda sala di pietra, e cantiamo… Ci stringiamo l’uno contro l’altro in questo pastiche di monasteri assemblati, questo acchiappa-tesori americano, intrappolati in un nodo nel tessuto del tempo, sfilacciato come un maglione ormai logoro, un ebreo e i suoi due figli marrone chiaro, che cantano Veni, veni, il canto del risveglio che l’Europa cantava tra sé prima di svegliarsi e prendere il controllo del mondo. Cantiamo piano ma tanto da farci sentire, anche mentre la gente filtra nella stanza attorno a noi. Sento la loro disapprovazione. Siamo troppo liberi, in questo museo per beneducati. Ma non mi interessa che cosa pensano, finché questo filo di musica continua a dipanarsi e noi tre continuiamo a svolgerlo e ad avvolgercelo intorno.

(Richard Powers, “Il tempo di una canzone”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

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