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L’estate che sciolse ogni cosa

16 dicembre 2018

Atlantide è un piccolo editore indipendente che fatica a portare i suoi libri in librerie sempre più simili a centri commerciali. Ma fate il possibile per trovare i suoi libri, perché è un editore che riesce a scovare veri tesori.

E’ il caso di Tiffany McDaniel, una rivelazione secondo tutti quelli che hanno letto i suoi libri. In particolare stiamo parlando de “L’estate che sciolse ogni cosa”, che è anche un piccolo caso editoriale perché arrivato alla quarta edizione, che per un libro edito da una casa editrice così piccola non è affatto cosa comune.

Il libro parla di una estate, quella del 1984, che cambierà la vita di un giovane e del posto in cui vive.

Siamo a Breathed, Ohio, l’estate è torrida e un adolescente sostiene di essere Satana in persona. Il romanzo è stato definito “gotico”, “di formazione”, “lirico”, “capolavoro”, “strano”.

Per molti la chiave dei romanzi è l’autenticità e sicuramente questo non è un esercizio di stile ma un romanzo vivo, profondo, emozionante, struggente.

Tiffany McDaniel, L’estate che sciolse ogni cosa, Atlantide

Non si vola di venerdì 17

12 dicembre 2018

Due italiani su tre rinuncerebbero a sconti e offerte se queste riguardassero un volo di venerdì 17. Lo afferma un sondaggio del motore di ricerca di voli e hotel Jetcost. Lo studio è stato condotto sulle abitudini di viaggio degli europei a partire dalla incancellabile paura di volare che colpisce moltissime persone, nonostante l’aereo sia – secondo le statistiche – il mezzo di trasporto meno pericoloso al mondo.

Gli intervistati erano 3000 (spagnoli, francesi, tedeschi, portoghesi, inglesi ed italiani), maggiorenni e che abbiamo volato almeno una volta nell’ultimo anno. Il sondaggio ha indagato sui loro riti propiziatori pre-volo. Se quasi il 60 per cento ha dichiarato di non avere particolari ansie prima del volo, circa il 25 per cento ha confessato di essere preoccupato mentre il 17 ha affermato di essere più nervoso. Inoltre, l’81% ha risposto di “sì” alla domanda se abbia portato in volo un qualche “portafortuna”. Il 64% ha detto di essere solito chiamare o inviare un messaggio ai propri cari, il 55% di scegliere sempre lo stesso posto in aereo, il 39% di avere sempre con se’ uno o più oggetti portafortuna, il 28% di prendere un tranquillante o un sonnifero e il 27 % di pregare.

Infine il dato sugli italiani: se per voli di venerdì 17 spesso le compagnie offrono sconti per riempire gli aerei. Interpellati, il 64% degli italiani ha risposto che comunque non volerebbe di venerdì 17.

Pubblicato in News

Lumi Videla e lo Schindler italiano

11 dicembre 2018

Già altre volte si è accomunata la storia di alcuni eroi italiani a quella del tedesco celebrato nel film di Spielberg, Oskar Schindler. Per questo forse non era il caso di usare per l’ennesima volta questa espressione. Di fatto però la storia di Emilio Barbarani, ambasciatore oggi in pensione, che nel 1974 lavorava all’ambasciata italiana a Santiago del Cile, è simile. In Cile nel 1973 c’era stato un colpo di Stato. L’anno dopo, nel giardino dell’ambasciata italiana, viene ritrovato il cadavere di Lumi Videla, giovane rappresentante del Mir, il Movimento di rivoluzione cileno, uno dei gruppi di estrema sinistra bersaglio del colpo di Stato.

La ragazza era insieme a tanti altri rifugiati politici e la domanda su chi l’ha uccisa ha due possibili risposte: delitto passionale, ad opera di uno dei rifugiati, o delitto politico, ad opera dei servizi segreti del dittatore, proprio per gettare una cattiva luce sulla diplomazia italiana che presta asilo agli oppositori del regime? A indagare sul caso viene inviato, dall’Argentina, proprio il giovane Emilio Barbarani. Il romanzo dunque è questa storia, il racconto di intrighi internazionali e di vicende interne, con personaggi affascinanti.

Barbarani ha deciso di raccontare questa storia solo finita la sua carriera diplomatica, consapevole che quando si fa il diplomatico il riserbo è fondamentale. Ma l’uomo aveva dei valori, quelli trasmessi dalla madre e dalla sua educazione: “Mia madre e i salesiani mi hanno insegnato che i deboli vanno difesi e al forte non va data vinta. Avrei fatto lo stesso nei Paesi comunisti: aiutare chi lotta e rischia per le proprie idee”, ha detto in una intervista a Famiglia Cristiana.

Chi ha ucciso Lumi Videla, Emilio Barbarani, Mursia 

La Goccia: splendono le cose secondarie

7 dicembre 2018

Dunque avrei potuto profittare di quegli istanti fuggevoli, non di confidenza, ma piuttosto di tregua con mio padre. E non l’ho fatto. Erano troppo poca cosa.

Considerazione: viviamo prigionieri del mito della profondità e della complessità, finché la morte, privandoci delle cose più ovvie, le rende ironicamente memorabili. Le superfici cominciano a splendere, splendono le cose secondarie, i ricordi più fiochi e le parole che dicevamo per caso e che non avremmo appuntato nemmeno a matita ora diventano leggende.

(Edoardo Albinati, “Vita e morte di un ingegnere”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Il vostro bagno pulito

5 dicembre 2018

Cintas, una grande azienda americana che produce molte cose, tra cui prodotti per la pulizia dei posti di lavoro, ha diffuso un comunicato in cui avverte che è la stagione dell’influenza e dei raffreddori e – per chi viaggia – è bene avere comportamenti attenti ad evitare contagio con batteri e virus.

Cintas – per avere un termine di paragone – ha più di 30 mila dipendenti. Non è una piccola azienda. E il settore dell’igiene è uno dei suoi core business.

A cosa stare attenti? Stazioni ferroviarie, aeroporti e fermate d’autobus sono luoghi in cui si possono contrarre infezioni. Per evitarle basta fare attenzione ad alcune raccomandazioni, come evitare di toccare le superfici di rubinetti dei bagni degli aerei, di sfogliare riviste trovate in viaggio, di abusare di cuscini e coperte offerte dalla compagnia.

E se ci si trova in giro?

Il 56 per cento degli americani hanno problemi a trovare un bagno pulito quando si muovono. E allora Cintas ha pensato di creare una app (“Free mobile restroom app”) che si chiama Got to Go che – sulla base della vostra localizzazione – vi dice dove è il bagno più vicino con tanto di valutazione sulla pulizia.

Miranda Guterres

Una mostra con le Sturmtruppen

4 dicembre 2018

Nato a Modena e morto a Bologna in un incidente stradale, Franco Bonvicini è noto a tutti come Bonvi. Oltre cinquanta anni fa si presentò ad un concorso per fumettisti e vinse. Il premio era la possibilità di pubblicare le sue strisce su un quotidiano che a quei tempi era molto noto: Paese Sera.

La striscia si chiamava Sturmtruppen e i suoi estimatori da cinquant’anni si sono moltiplicati. Per questo una mostra, con contorno di incontri e proiezioni a lui dedicate, sono in corso a Bologna, a Palazzo Fava, il palazzo della cultura bolognese. Bonvi, con i suoi lavori, è oggi oggetto di studio all’Accademia delle belle arti di Bologna, i cui studenti in vista della mostra hanno fatto un workshop per rileggere e rivisitare le sue opere, che non hanno conosciuto dal vivo, visto che non erano ancora nati nel 1968.

Lo scenario claustrofobico, la domanda ossessiva “nemiken o amiken”, la guerra come teatro dell’assurdo, le gerarchie e l’idiozia dei superiori sono alcuni degli elementi di Sturmtruppen. Bonvi ha fatto anche tante altre cose (suo per esempio è il personaggio di Nick Carter). Amico di Francesco Guccini, pezzi della sua vita e delle altre opere sono presenti tra le 250 esposte, tutte provenienti dall’Archivio Bonvicini e in gran parte inedite. E si può imparare anche la stima che del suo lavoro ebbero intellettuali come Umberto Eco a Oreste del Buono.La mostra è aperta dal 7 dicembre al 7 aprile.

Sturmtruppen, 50 anni, Bologna, Palazzo Fava

Miranda Guterres

La Goccia: testa

3 dicembre 2018

– Hai così tanto da dare! Per favore, non mollare…

– …Un giorno mi sveglio e mi ritrovo in un ospedale psichiatrico. Non ce la faccio! Non ce la posso fare.

(Dal film “Mr. Jones”, di Mike Figgis)

* * * * *

Per favore, stacci con la testa. Per favore.

(Dal film “Cuori puri”, di Roberto De Paolis)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Hacker contro gli hotel

1 dicembre 2018

Il database delle prenotazioni della catena di alberghi Starwood, parte del colosso internazionale Marriott, ha subito un attacco hacker, coinvolgendo i dati di 500 milioni di clienti dal 2014. Lo ha riferito la stessa Starwood. La notizia è sul sito della BBC che ha riferito dell’apertura di una inchiesta da parte della Procura di New York.

L’ipotesi è che siano state colpite 500 milioni di persone, i cui dati sono stati hackeragti. Per 327 milioni dei 500 milioni clienti colpiti si tratta di “dai personali come nome, cognome, indirizzo di casa, di posta elettronica, numero di telefono, numero del conto, data di nascita, giorno di arrivo e della partenza”.”E’ uno dei più grandi data breach nella storia del crimine informatico.

Non è la prima volta che gli hacker colpiscono le catene alberghere, che per loro natura rappresentano un bersaglio ricco per i criminali informatici, vista la quantità di dati personali che possono rubare. Negli ultimi mesi è stata colpita la catena giapponese Prince Hotels, prima il sito americani Fastbooking. Lo scorso anno aveva denunciato un “data breach” la InterContinental Hotels Group.

E’ successo anche ad altre catene internazionali, come Hilton, Trump Hotels, Mandarin Oriental Hotel group.

Attenti anche alle chiavi elettroniche: lo scorso anno in Austria, in un lussuoso albergo, i 180 clienti rimasero per una notte fuori dalle rispettive stanze perché gli hacker avevano attaccato e conquistato il sistema informatico dell’albergo.

Gaetano Vannuzzi

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