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Un festival nordico

18 febbraio 2019

Quest’anno farà tappa anche a Matera il Festival “I Boreali”, dedicato alla cultura del Nord Europa ed organizzato dalla casa editrice Iperborea. Giunto alla quinta edizione, si svolge a Milano, al Teatro Franco Parenti, dal 21 al 24 febbraio prossimo.

Nei prossimi mesi farà altre tappe tra cui anche Matera.

Intanto però varrà la pena di farci un salto perché ad inaugurare questa quinta edizione sarà uno dei più noti scrittori nord-europei, Björn Larsson, che presenta il suo nuovo libro «La lettera di Gertrud».

Si tratta di un evento cui potete tentare di partecipare. L’ingresso è gratuito ma ovviamente i posti sono limitati. Si terrà alle 18.30 presso la Sala Testori del teatro e occorre scrivere, per prenotarsi, a staff@iperborea.com. Lo scrittore dialogherà con Alessandro Zaccuri.

Tra gli altri appuntamenti da segnalare, lo stesso giorno – ingresso 7 euro – si proietta il film “The King’s choice. Si tratta di un film norvegese di due anni fa che racconta la scelta del re norvegese di fronte all’ultimatum delle truppe naziste, nell’aprile del 1940.

Il programma completo degli appuntamenti è qui.

Se volete una cosa meno impegnativa, sabato 23 dalle 12 alle 14 e 30 c’è anche un “Nordic Brunch” a 35 euro. Anche qui è prevista la prenotazione, inviando una mail a
banqueting@teatrofrancoparenti.com

Le altissime torri

15 febbraio 2019

La storia dell’attentato dell’11 settembre è talmente universale che tutti credono di conoscerla. E’ questa presunta, supposta conoscenza che viene evocata nella presentazione al lettore del libro “Le altissime torri”, di Lawrence Wright, che parla proprio di quella vicenda. Se leggerete questo libro scoprirete di sapere ben poco di quell’attentato, delle sue origini, del fondamentalismo islamico e di molte altre cose.

Perché quella storia è complessa, è una storia tuttora irrisolta. Il libro è avvincente come un romanzo, come una storia finta, anche se è tutta vera. E come nei romanzi che si rispettano ci sono personaggi straordinari. Solo che non sono di finzione.

Per gli appassionati di storia il libro è interessante perché non ha una tesi precostituita e perché fornisce un ricco apparato bibliografico. Per il lettore di romanzi, oltre alla scrittura scorrevole e avvincente, sarà interessante affrontare tanti personaggi che sembrano mediocri anche se fanno malvagità enormi. Il libro è pubblicato in Italia da Adelphi.

Le altissime torri, Lawrence Wright, Adelphi

Castelli emiliani

13 febbraio 2019

Tra Parma e Piacenza ci sono 31 castelli. Sono stati dimora di dinastie, nomi noti alla storia come i Farnese, i Visconti, i Malaspina, i Borbone. Sono appartenuti anche a Napoleone.

I 31 castelli hanno meritoriamente deciso di consorziarsi per presentare una offerta turistica diversa a chi ama quel territorio, fatto di Verdi, di Puccini – il suo librettista era di queste parti – ma anche di parmigiano reggiano e prosciutto (di Parma). Senza contare i vini. In ogni castello sono possibili visite guidate di giorno e di notte, sia di gruppo che individuali, per le scuole o per altri gruppi.

castelli tra Parma e Piacenza

31 castelli

Amministrazioni pubbliche e proprietari privati hanno deciso di mettere insieme le forze per valorizzare edifici che rischiano in ogni momento l’oblio o l’abbandono. In alcuni di queste antiche dimore potete anche soggiornare, per regalarvi un week end romantico, un San Valentino d’altri tempi.

Per esempio al Castello di Gambaro, che fu dimora dei Malaspina nel 1500 e che si trova a 900 metri sul libello del mare, nell’alto Appennino Emiliano Ligure (possibili anche ciaspolate sulla neve in questo periodo). Per una notte con prima colazione e cena, oltre alla visita guidata, in due si spendono 158 euro.
Info: www.castellodigambaro.it

Canzoni d’amore italiane

12 febbraio 2019

Sanremo continua a colonizzare Viaggi e Libri. Oggi parleremo di un libro che è utile avere a disposizione per ricordare un amore finito, un amore mancato o un amore in corso. Si chiama Romantic Italia ed è un elenco di canzoni italiane che hanno parlato – in modi diversi – dell’amore e delle sue molteplici forme.

Lo ha scritto Giulia Cavaliere,  critica musicale e giornalista per diverse riviste di settore, che con una cura filologica degna di uno studio universitario ha letteralmente scomposto i testi di decine di canzoni italiane, le più note e le meno note, da Nilla Pizzi a Battisti – Un’avventura – da Rimmel di De Gregori a Lasciarsi un giorno a Roma di Niccolò Fabi, e arrivando fino al 2018, con gruppi amati dai giovani dei vari decenni italici, come i Baustelle o TheGiornalisti.

Per ogni brano ci sono almeno tre pagine di analisi, utili sia per rileggere grandi classici (La notte di Adamo o Mi sono innamorato di te di Tenco) o per riscoprire grandi autori del passato e del presente. La musica leggera è da sempre un modo per capire l’Italia e gli italiani, vecchi e nuovi anch’essi. E poi serve sempre un libro che senza ironie banali ma anche senza prendersi troppo sul serio parli dell’effetto che ci fanno le canzoni d’amore.

Romantic Italia, di cosa parliamo quando cantiamo d’amore, Giulia Cavaliere, Minimum Fax

La storia italiana attraverso il Festival

8 febbraio 2019

Non vi sembri una banalità: si può leggere la storia d’Italia recente, quasi settanta anni, attraverso il Festival di Sanremo, che in questi giorni è il protagonista delle serate degli italiani.

A pensare di farci un libro è stato un giovane storico, Leonardo Campus, che ha pensato di raccontare un passaggio cruciale della storia italiana e del cambiamento di costume parlando di Nilla Pizzi e Claudio Villa, di Domenico Modugno e di Adriano Celentano, di Mina e di quello che intellettuali come Umberto Eco o Pierpaolo Pasolini scrivevano del Festival.

Campus analizza testi e musiche dei successi passati sul palco del Festival della canzone italiana per raccontare il passaggio dell’Italia dalle macerie del dopoguerra alla ricostruzione al boom fino alla spinta al cambiamento negli anni sessanta e alle resistenze conservatrici al cambiamento.

Il libro si chiama “Non solo canzonette” e racconta gli anni dal 1951 (la Genesi) al 1964 (l’apogeo). La nota introduttiva è firmata dal musicista Stefano Bollani.

Non solo canzonette, Leonardo Campus, Mondadori Education

Visitare il Ruanda?

4 febbraio 2019

Il Ruanda si trova nell’Africa centro meridionale, sul lato orientale. E’ un piccolo Paese rispetto ad altri del continente. E’ grande poco più della Lombardia. Confina a est con la Tanzania, che è molto più grande. A sud con il Burundi, a Nord con l’Uganda, ad ovest con la Repubblica Democratica del Congo. Se nella vostra memoria ci sono gli orrori legati a questo Paese e risalenti a qualche decennio fa, sappiate che oggi il Ruanda è un Paese relativamente tranquillo.

Il sito Viaggiare Sicuri  sottolinea che anche furti e rapine sono pochi e l’unica cura che dovete avere è quella di non viaggiare verso il confine con la Repubblica Democratica del Congo. Inoltre, se viaggiate per turismo fermandovi meno di 30 giorni, basta in passaporto: il visto si ottiene all’arrivo.

Il Ruanda è un Paese civile: al vostro arrivo sarete informati che le buste di plastica eventualmente portate con voi saranno sequestrate perché dal 2008 è vietata qualsiasi busta di plastica. Per difendere l’ambiente e con l’ambizione di essere il Paese più pulito d’Africa.

La capitale è Kigali. Una città moderna, costruita su colline e valli, che ospita tra l’altro il Kigali Genocide Memorial, esposizione permanente per non dimenticare la strage di ruandesi della guerra del 1994. Ma oltre a Kigali ci sono molte possibilità di turismo responsabile – per incontrare i gorilla, per fare birdwatching, per fare safari ecologici. O di turismo culturale, perché in Ruanda ci sono sei musei nazionali sorprendenti per ricchezza e varietà.

Quando andare? Il clima è tropicale – siamo sotto l’Equatore. Ma il Ruanda ha anche altezze notevoli e dunque le temperature oscillano tra estremi piacevoli: la temperatura media annuale a Kigali è 21 gradi. Due stagioni delle piogge – da metà febbraio a maggio e da metà settembre a metà dicembre. Da giugno a metà settembre piove meno e le strade sono più praticabili. Due compagnie europee arrivano a Kigali: Klm e Turkish.

Il sito del turismo del Ruanda.

Sulle Alpi bavaresi

2 febbraio 2019

Il nome è lungo e suona vagamente inquietante: Berchtesgadener. Se poi aggiungessimo che era uno dei luoghi preferiti di Hitler per salutari vacanze montane, la voglia di vedere questo luogo dovrebbe passare. Ne parliamo perché tra un mese si riunirà lì una importante conferenza dell’organizzazione mondiale del turismo.

La scelta di questa località – siamo in Baviera, sulle Alpi – è dovuta al fatto che si tratta dell’esempio perfetto di montagna sostenibile, dicono gli organizzatori.

Berchtesgadener Land – accorciata con la più facile sigla BGL – è considerata infatti un esempio concreto di ambiente protetto, di turismo sostenibile: un parco nazionale che ospita anche una chiesa – quella di San Bartolomeo – costruita alla fine del 1600 e luogo di pellegrinaggio.

Oltre naturalmente a laghi, villaggi montani, città con terme e centri benessere. Un miscuglio di storia, valori del passato, consapevolezza.

La banalità del ma

1 febbraio 2019

Giuseppe Civati è un esponente politico poco noto ai più. Si tratta di un relativamente giovane ex Pd – partecipò alle prime manifestazioni di Matteo Renzi – che poi ha formato un suo movimento, che si chiama Possibile, e che è noto soprattutto nel mondo “social”, come si dice.

Pochi forse sanno che insieme a due soci ha fondato una casa editrice che si chiama People. La casa editrice ha una missione ammirevole: raccontare e indagare il cambiamento nella società. Per farlo si propone un “punto di vista laterale” e si offre anche come agenzia di comunicazione.

Noi ne parliamo perché sta per uscire – ma già da oggi si può comprare online – un libro di disegni e vignette di uno degli autori più “laterali” di questo tempo. Parliamo di Mauro Biani, che da tempo ha sostituito Vauro con le sue vignette su un quotidiano pure “laterale” come Il Manifesto. Di Biani è appena uscito “La banalità del ma”. Il titolo del libro lo capite dalla vignetta di copertina.

Mauro Biani, la banalità del ma

La banalità del ma

Per chi ama il genere e per chi vuole comprendere il presente.

La banalità del ma, di Mauro Biani, People

Il mostro della memoria

29 gennaio 2019

Qual è la percezione della Shoah in Israele? Nei giorni in cui si commemora l’Olocausto in pochi si chiedono che significato abbia quell’evento nel Paese degli ebrei, la terra per molto tempo sognata e nata infine anche perché c’era stato lo sterminio. Vale la pena, allora, di leggere un romanzo di uno scrittore israeliano.

Un uomo scrive una lettera al direttore dello Yad Vashem, l’Ente con sede a Gerusalemme che custodisce la memoria della Shoah. Si capirà nel corso del romanzo di chi si tratta e perché decide di scrivere la sua lunga lettera. E’ anche nel suo ruolo e nella sua esperienza il senso di “Il mostro della memoria”.

Perché il narratore-scrittore a un certo punto della sua vita comincia ad accompagnare comitive di ogni tempo nei campi di sterminio, in quelle visite che dovrebbero mantenere viva la memoria. E che rischiano di non farlo. A meno che al narratore non accada di non reggere progressivamente più quel ruolo, di brillante oratore. Di non reggere più le cifre aride, le esposizioni tecniche. Perché le persone sotto quei numeri urlano sempre di più.

Il libro è scritto da Yishai Sarid, che vive e lavora a Tel Aviv. Si chiama Il mostro della memoria ed è pubblicato in Italia da E/O, che ha pubblicato anche il suo primo romanzo, Il poeta di Gaza.

Vedi Napoli

24 gennaio 2019

Ma andare a Napoli è sicuro per i turisti? Il sito Geekyexplorer qualche tempo fa si soffermò sulle innumerevoli avvertenze di siti per turisti riservate al capoluogo partenopeo: borseggiatori, violenza, maleducazione le tre parole più usate. Il blogger ha scelto invece di attenersi ai dati di fatto, primo tra tutti l’indice di criminalità presente a Napoli. Napoli risultava la sessantacinquesima città al mondo, nel senso che sessantaquattro prima di essa sono più insicure. Tra di esse Houston, Philadelphia, Marsiglia. Posti dove non pensereste mai di trovarvi in pericolo, no?

Detto questo, il sito dell’Agenzia nazionale italiana per il turismo ci ricorda invece una caratteristica di Napoli che spazza via tutte le altre: il suo centro storico è il più grande d’Europa. E attraversarlo vuol dire attraversare venti secoli di storia, attraverso strade, piazze, edifici, monumenti, castelli. 720 ettari di bellezze, dalle mura dell’ottavo secolo, come colonia greca, alle epoche successive, fino alla unificazione.

Napoli è una metropoli che – come nessun’altra – fonde il moderno e l’antico. In più c’è il mare. Che altro volete?