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Un romanzo a Genova

15 agosto 2018

Ne parliamo oggi perché è un romanzo ambientato a Genova e ci teniamo a fare le nostre condoglianze a Genova e ai parenti delle vittime della strage di ieri. Il romanzo è leggero, “un romanzetto non brutale, non proletario, non americano”, una “mia distrazione”, per usare le parole del suo autore. L’autore è Cesare Pavese, che scrisse La spiaggia alla fine del 1940.

Ne La spiaggia il protagonista e voce narrante decide un giorno di andare a Genova a trovare un suo amico di infanzia che è andato a vivere in quella città e che lì si è sposato. Il libro parla di amicizia, amore ma non in modo banale: parla di come sia difficile entrare fino in fondo in intimità con gli altri, di come a volte siano ambigui i rapporti tra le persone, di come ognuno tenga per sé qualcosa di oscuro e di come ognuno cerchi negli altri questo qualcosa. Di come il destino di ciascun individuo sia affidato ad elementi persino casuali, senza che sia possibile spesso trovare un senso alla direzione che prendono le vite di ogni persona. Il romanzo. malinconico e non così leggero come scrisse l’autore, è anche un “esercizio di stile”, secondo i critici: Pavese si misurò con un genere letterario che non era il suo per vedere se riusciva a trarne qualcosa. Per questo può risultare freddo e non autentico al lettore meno conciliante.

Il romanzo è disponibile in varie edizioni, pubblicato da Einaudi.

Valeria Palumbo

La Goccia: il silenzio è una risorsa

10 agosto 2018

In una gelida notte di marzo 2010 cento esperti di marketing finlandesi si sono riuniti nel ristorante Sea Horse di Helsinki con l’obiettivo di trasformare un paese di medie dimensioni e piuttosto isolato in un’attrazione turistica mondiale… Sorseggiando i loro drink gli esperti hanno passato in rassegna i punti di forza: insegnanti eccellenti, una grande abbondanza di funghi e frutti di bosco, una capitale piccola ma culturalmente vivace. Niente di particolarmente irresistibile…

Qualche mese dopo la commissione ha redatto un rapporto sul marchio paese che elencava tutte le caratteristiche nazionali che si potevano sfruttare per fini commerciali. Uno dei punti principali era completamente nuovo: il silenzio… Il rapporto diceva che “il silenzio è una risorsa… In futuro la gente sarà disposta a pagare per vivere l’esperienza del silenzio”.

(Daniel A. Gross su “Internazionale” del 21/11/2014)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Marcinelle, 8 agosto

9 agosto 2018

L’8 agosto del 1956, era mattina, in una miniera di carbone belga, si sviluppò un incendio a causa della combustione di olio ad alta pressione, dovuta ad una scintilla. L’incendio riempì di fumo tutta la miniera e uccise quasi tutti i minatori che lì si trovavano: 262 persone su 275. 136 d quelle persone erano italiane, emigranti. Non fu la prima catastrofe che colpì italiani all’estero e non fu l’ultima. Di certo però è quella che riporta sempre alla memoria la vicenda dei migranti italiani in Europa e nel mondo, che a centinaia di migliaia uscirono dall’Italia nell’arco del secolo scorso per andare a cercare altrove una vita migliore. Per ricostruire quel clima, in cui tutta l’Italia, in tutti i paesini, del nord e del sud, si organizzava per partire è utile un libro, in cui potrete scoprire tante curiose assonanze con le notizie di oggi. Per esempio c’erano veri e propri centri per emigrare, c’erano “trafficanti di migranti” che aiutavano i nostri giovani uomini a partire, c’erano polemiche sui regolari e gli irregolari (clandestini, si direbbe oggi). Molti di coloro che andarono  a lavorare nelle miniere furono rimpatriati, perché si rifiutavano di adattarsi alle condizioni di lavoro estreme. Molti erano trattati da delinquenti e alcuni sicuramente lo erano.

L’editore Donzelli ha pubblicato il libro Marcinelle 1956, scritto da Toni Ricciardi. Si ricorda che l’Italia firmò accordi con il Belgio – fin dalla fine della guerra e con il voto favorevole di socialisti e comunisti – in cui si prevedeva carbone in cambio di operai, in cui il Belgio faceva entrare i nostri lavoratori e in cambio forniva carbone all’Italia della ricostruzione. E in cui si ricorda che quella tragedia non portò a nessuna reazione di rabbia, neppure un vetro rotto. Solo pianti e lutti, ancora oggi.

Marcinelle 1956, quando la vita valeva meno del carbone, Donzelli, Toni Ricciardi

Gaetano Vannuzzi

Quanto vale una stanza d’hotel in Italia?

8 agosto 2018

Sapevate che l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di camere di hotel’ E sapete che nonostante questo è solo al quarto posto in Europa nel mercato turistico? Le ragioni di questo ritardo sono note e ripeterle per l’ennesima volta rischia di essere noioso: pigrizia degli imprenditori alberghieri, scarsa capacità del sistema Paese di invogliare i turisti a venire ed a rimanere, nonostante le bellezze del territorio che va ben oltre le città d’arte più note eccetera.

Una indagine recente sul sistema alberghiero italiano fa notare però qualche cambiamento: gli alberghi a una o a due stelle sono diminuiti nettamente negli ultimi sette anni, anche a causa della crisi economica globale. Le piccole strutture, spesso non adatte ad accogliere turisti che chiedono un minimo standard agli alberghi in cui vanno, sono notevolmente diminuite mentre sono aumentate le stanze negli alberghi di più alta gamma (a quattro e cinque stelle).

Questa ricomposizione dell’offerta va di pari passo con una richiesta in crescita sul fronte quantitativo (le presenze turistiche sono cresciute ininterrottamente dal 2014 ad oggi agganciando la ripresa europea) e una trasformazione qualitativa tesa a rispondere a una domanda sempre più selettiva. Naturalmente gli alberghi ad una stella non sono scomparsi, anche perché – specialmente nelle città d’arte – possono essere una soluzione economica. Si pensi che secondo l’indagine a Roma una stanza in un albergo a 1 stella vale 110.000 € all’anno per l’hotel, mentre una stanza di un albergo di più alta gamma arriva a valere 250 mila euro.

Gaetano Vannuzzi

Pubblicato in News

La Goccia: migliaia di giorni

6 agosto 2018

Adesso il signor Linh è vecchio, e stanco. Il paese sconosciuto lo sfinisce. La morte lo sfinisce… La morte gli ha preso tutto. Lui non ha più niente. E’ a migliaia di chilometri da un paese che non esiste più, a migliaia di chilometri dalle tombe orfane dei corpi morti a pochi passi da esse. E’ a migliaia di giorni da una vita che fu bella, incantevole.

    (Philippe Claudel, “La nipote del signor Linh”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

In Polonia, a Cracovia o a Danzica

4 agosto 2018

Qualcuno ci sarà andato da bambino o da ragazzo senza sapere che si trovava in Polonia. E’ lì infatti che si trova il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, destinazione di molti viaggi della memoria anche dall’Italia. Ma la Polonia è molto altro, è un Paese affacciato sul mar Baltico ricco di storia medievale, ricca di cultura cattolica ma anche terra di un patrimonio culturale ebraico molto ricco.

A Cracovia c’è il Mercato dei tessuti che ha una storia di alcuni secoli. Cracovia è nel sud del Paese ed è una delle città più antiche della Polonia, antica residenza dei re, è considerata la capitale della cultura polacca. Oltre a molti altri monumenti, da segnalare il quartiere di Kazimierz, con le magnifiche sinagoghe rinascimentali che testimoniano i buoni rapporti intercorsi da sempre tra polacchi ed ebrei.

Se vi trovate in Polonia in questi giorni e fino a dopo ferragosto, a Danzica troverete la Fiera di San Domenico, che è giunta alla sua 758esima edizione: avete capito bene: si tratta di una fiera commerciale che ha oltre settecento anni di vita e che ormai attira turisti da tutto il mondo.

La prima edizione di questa fiera, che si tiene nella prima metà di agosto, è del 1260. Si offrono prodotti di artigianato locale ma anche bellissimi gioielli d’ambra ed un ricchissimo programma di eventi a margine, concerti, mostre, spettacoli eccetera. A Danzica conviene comprare la Gdansk Tourist Card, presso gli stand dell’Ente del Turismo di Danzica, aperti dal 28.07-19.08 nelle ore 11:00-19:00 e allestiti in tre punti: a Złota Brama, vicino alla fontana di Nettuno e in via Szeroka.

Miranda Guterres

Dolomiti accessibili

2 agosto 2018

E’ in libreria Dolomiti insieme, di Emanuela Sanna. Si tratta di una guida alle escursioni tra boschi e vette nei pressi di Cortina d’Ampezzo, riservata soprattutto agli inesperti, quelli che si sono arresi dopo aver scoperto che i sentieri montani che avevano intrapreso non erano esattamente per dilettanti. Questa guida, che è una riedizione aggiornata e rivista, propone per esempio nuovi itinerari, dieci per l’esattezza, che vanno oltre i consueti percorsi da Cortina: la val Vadia, la val Pusteria, il Comelico, il monte Civetta.

Emanuela Sanna non è esattamente una guida alpina: è una giornalista che oggi è molto lontana dalle Dolomiti, visto che lavora per uffici stampa a Roma per diversi deputati e senatori. Ma ha la passione per le vette ed ha pensato di dedicare alla gente di città, ai bambini, a quelli che non possono affrontare difficoltà troppo elevate questo libro, che offre oltre cento itinerari diversi spiegando che in realtà le vette più belle del mondo, le Dolomiti Ampezzane, sono davvero accessibili a tutti.

Dolomiti insieme, Emanuela Sanna, Ediciclo Editore

Valeria Palumbo